LA STORIA DI CLESSIO LAB

Questa è la storia di Clessio Lab, di Davide e suo fratello Luca, dagli albori di questo progetto (quando eravamo ancora nelle aule di liceo) ai piccoli e grandi successi che il loro duro lavoro ha portato ad ottenere. Non è una storia lunga, perché Clessio non è un progetto finito, ma un lavoro in corso, in piena evoluzione, di cui continuerete a sentir parlare per un bel po’.

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Clessio nasce da un fumetto, o meglio, dall’idea di fare un fumetto. In primis c’era un personaggio, bassino e quattrocchi, che Davide tendeva a inserire in tutte le storie che disegnava. Aveva una passione e un talento per raccontare storie ridicole, trasformate in fumetti in cui figuravano compagni di classe, insegnanti, e figure storiche – non chiedetemi quali. Non avete idea di quante risate ci facevamo con i suoi disegni. Spesso li faceva al posto di finire le tavole di grafica o i compiti di matematica, e i migliori erano quelli sui nostri insegnanti, presi in giro per quello che dicevano e per le tresche amorose che immaginavamo avessero tra di loro.

personaggio fumetto inventato di Clessio
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Clessio era la sintesi di tanti personaggi disegnati da Davide, più o meno basati su persone realmente esistite, e uno dei suoi piani era di disegnare un fumetto solo su di lui, la nostra mascot di classe. Per quanto io personalmente avrei preferito vedere questo progetto realizzato, Davide finì per cambiare idea (per vostra fortuna). Iniziò ad interessarsi alle sneakers, già da tempo passione di Luca, suo fratello maggiore. Nike, Off White, Supreme, erano tutti marchi di capi e accessori che Luca acquistava e rivendeva attraverso piattaforme di resell internazionale.
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Come molti di voi sapranno, alcune scarpe rilasciate in pochi pezzi da determinati marchi costituiscono tesori introvabili, il cui prezzo sale alle stelle dopo il drop, e sold out immediato. Luca si era inserito in questo panorama e aveva coinvolto Davide, con il quale iniziò a condividere la passione per sneakers di lusso e il design firmato. Il resell fu un rito di passaggio per entrambi. Permise a Luca di mettere soldi da parte per andare a studiare a Londra, e a Davide di scoprire il mondo delle custom.
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Nel lontanissimo 2018, dopo qualche mese di ricerca e studio del settore, Davide aprì Clessio Lab, un piccolo business di personalizzazione di Nike AF1 con qualche centinaio di followers su Instagram. Il nome penso sia stato un ultimo saluto alla passione per la fumettistica. La visione iniziale, con la quale Davide fece questo passo, era di creare scarpe uniche, opere d’arte per così dire, che potessero identificare persone diverse dalla media, con il coraggio di scegliere un percorso di vita non tradizionale.
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Portato avanti con l’impegno di una sola persona, Clessio iniziò a crescere poco alla volta, sbaglio dopo sbaglio. Eravamo ancora in quarto superiore quando ci mettemmo a riprogettare il logo del brand (se l’aveste visto agli inizi, non avreste detto che Davide ha studiato grafica). Quel giorno in classe non aveva fumetti da nascondere ma sketch fatti a mano delle custom su cui stava lavorando. In maniera geniale, era riuscito a riciclare la manualità ottenuta dopo anni di caricature dei nostri compagni, in una capacità unica di personalizzare scarpe con illustrazioni e ritratti degni di cornice, e non solo.
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Per quanto grande l’impegno di una sola persona possa essere, un business, qualunque esso sia, ha bisogno di supporto. La svolta di Clessio Lab fu la decisione di Davide e Luca di lavorare insieme, anche se a distanza: uno si occupava di realizzazione, e l’altro di gestione della pagina e di ricerca su come far crescere un business online. Mentre Davide faceva corsi per imparare a creare una sneaker da zero, spostandosi tra Bari e Firenze; Luca, basato a Londra, studiava social media marketing e il funzionamento degli algoritmi di Instagram e TikTok.
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Con questi mezzi, Clessio ha iniziato ad ottenere grandi risultati passando da poche centinaia, a migliaia di followers. Adesso, la divisione dei compiti è quasi invariata, per Davide si è aggiunto il ruolo di volto del brand e di co-amministratore (ormai usiamo parole serie) di Clessio Lab, mentre Luca fa da manager del business, e del personaggio che voi conoscete.
Nel frattempo, Clessio non è cresciuto solo sui social.
Il team si è allargato – sennò chi avrebbe il tempo di scrivere questo articolo? – e Clessio è diventato un’opportunità di lavoro per una comunità desiderosa di impegnarsi e di contribuire a progetti nuovi.
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Quello che motiva Davide e Luca, e che ora motiva me e tutti gli altri membri del team, è una voglia di cambiare qualcosa, di generare un mondo nuovo, in cui il lavoro non corrisponde a sfruttamento e depressione ma a progetti motivati da buone ragioni. Queste possono essere il desiderio di non omologarsi, e di non fare un determinato percorso di studi solo perché lo fanno gli altri, ma anche il bisogno di creare un futuro per se stessi, di immaginare lavori che non esistono o preservare quelli che stanno scomparendo.
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La storia di Clessio Lab, quella di Davide e Luca, è simile a quella di tanti creators, proprietari di piccoli business, che decidono di andare controcorrente e direzionare la propria vita per un nuovo verso. Per voi che li seguite, e soprattutto per chi ha visto da dove sono partiti, spero che non siano solo le scarpe ad attirarvi di questo progetto, ma il loro esempio e la loro dedizione.
Detto ciò, grazie di essere arrivati alla fine di questo articolo! Continueremo a raccontarvi storie e curiosità nei prossimi pezzi. Ma soprattutto, grazie di supportare Clessio Lab come potete. È inutile dire che non saremmo qui senza di voi.
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Benedetta Mangini

 


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